lunedì 14 gennaio 2008

Le birre trappiste


Eccomi di nuovo tra di voi per presentare una nuova serie di articoli che porterò avanti nel corso delle prossime settimane: l'argomento saranno le birre trappiste.
Iniziamo con il definire cosa si intende per birra trappista. Una birra può denominarsi trappista solo se è prodotta direttamente da monaci trappisti o sotto il loro controllo diretto. Attualmente possono chiamarsi trappiste solo sei birrerie belghe e una olandese. Le cinque più tradizionali sono la Rochefort, la Chimay, la Orval, la Westmalle e la Westvleteren. Dal 1999 si è aggiunta anche la Achel.
Non è necessario che il monastero sia in Belgio per poter produrre una birra Trappista, infatti fa parte del "consorzio" anche la birreria del monastero olandese di La Trappe, che ne era uscita a causa di accordi produttivi con una nota società esterna ma ne è recentemente rientrata.
Quello che vedete di lato è il marchio presente sulle birre trappiste ufficiali.

Bene, dopo questa piccola introduzione alle birre trappiste, ci vediamo tra sette giorni per la prima che andremo a scoprire: la Chimay.

Sale

Ricette: Maiale con peperoni e pinoli

Informazioni:
Questa ricetta trae ispirazione da un piatto cinese, di cui non vuole essere una esatta copia, ma una ricostruzione in base alla mia esperienza di degustazione. Gli ingredienti da me proposti potrebbero non essere quindi quelli originali della ricetta, ma sono quelli che presumo siano presenti. Bene, detto questo passo alla preparazione...

Ingredienti per due persone:
2 o 3 fette di arista disossata
un paio di peperoni di media misura (possibilmente gialli o verdi)
10-20g di pinoli
salsa di soia
due tazze da té di riso
sale, olio e peperoncino

Utensili necessari:
1 pentola per cuocere il riso
1 padella sufficientemente capiente
1 zuppiera per il riso

Preparazione (circa 30 minuti):
Dunque, quando si prepara un qualunque piatto, trovo sempre utile preparsi prima tutto ciò che è possibile, quindi facciamo un poco di ordine nei nostri ingredienti. Per prima cosa lavate bene i peperoni, asportate il "picciolo" e privatelo dei semini interni; fatto questo tagliateli a listerelle e dividete queste in 2-3 parti a seconda della lunghezza delle stesse (dovete ottenere dei pezzetti di peperone di circa due o tre centimetri). Mettete i peperoni nella padella e irrorate di olio. A questo punto, prima di iniziare a cuocere, prepariamo la carne, così potremo dedicarci alla cottura del tutto senza correre da una parte all'altra della cucina. Quindi, prendete la carne e tagliatela a straccetti (ovvero dividetela a listarelle e tagliate queste come avete fatto con i peperoni, ma con pezzetti un poco più piccoli). Se le fettine sono spesse, battele prima un poco con il palmo della mano per stenderle. Bene, adesso abbiamo tutto pronto e possiamo dedicarci alla cottura.

Mettete la padella con i peperoni su un fornello medio-piccolo e iniziate con un fuoco vivace e coprendo con un coperchio. Abbassante lentamente la fiamma mano a mano che i peperoni soffriggono nella padella (ricordate di girarli ogni tanto e di rimettere il coperchio sopra), in modo da non bruciarli. Dopo una decina di minuti scarsi i peperoni si saranno appassiti e ammorbiti ed è questo il momento in cui dobbiamo aggiungere la carne. Cuocete quindi la carne con i peperoni e fatela dorare (sempre con il coperchio e girando ogni tanto). Aggiungete nel frattempo una spolverata di peperoncino secondo i vostri gusti. Una volta che la carne è dorata irrorate di salsa di soia e levate il coperchio. Aggiungete quindi i pinoli e lasciate finire di cuocere a fuoco lento facendo in modo di non far asciugare completamento il sughetto che si è creato.

Mentre carne e peperoni finiscono di cuocere, prendete la pentola, riempitela d'acqua e portate a ebollizione. Salate l'acqua poco perchè la salsa di soia sostituirà abbondantemente la carenza di sale. Cuocete quindi il riso nell'acqua. Per quanto riguarda il riso, io ho usato del riso Thai, caratteristico per la forma sottile e allungata dei chicchi. Potete a mio parere usare un qualsiasi tipo di riso, anche se consiglio tipologie più orientali, più adatte ad essere usate come accompagnamento ai piatti.

Una volta cotto riso e carne, impiattate nel seguente modo: in metà del piatto mettete la porzione di carne e peperoni e nell'altra metà, avendo cura di non mischiarlo con la carne, il riso. Usate il sughetto della carne per condire un poco il riso. Servite a tavola mettendo a disposizione la salsa di soia, che andrà usata per condire a piacimento riso e carne.

Buona degustazione!

Ricetta scritta da: Diego[CpuZorro]{Arodeus}

domenica 13 gennaio 2008

Ristorante: WA FU, cucina giapponese

Dove e come:
Indirizzo: Viale Gorizia 12, 20136 Milano
Telefono: 02 - 8394103; 328 - 7314218
Note: Take Away con prenotazione telefonica
Mappa: visualizza sulla mappa

Per chi ha fretta:
Servizio: 7.5
Porzioni: 7
Qualità delle portate: 9
Vini e Bevande: non considerato nella recensione
Prezzo: 7
Totale: 7.5

Recensione estesa:
Situato nei pressi dei navigli, questo locale non colpisce all'esterno per la cornice in cui è inserito e anzi la prima impressione potrebbe non essere buona come quella che si ottiene dopo aver varcato la soglia ed essersi seduti ai tavoli.

Come nella migliore tradizione giapponese, la perfezione nei coperti e nell'arredamento è tanto curata quanto sobria e gradevole. Le stoviglie sono impeccabili e finemente decorate, il servizio è efficiente e cortese. Nascendo come sushi bar, è interessante la presenza di un bancone alto situato vicino alla vetrata che da sulla strada e che permette di mangiando ammirando i navigli. La nota che faccio non è invece sul locale ma sul panorama, che non merita tanta attenzione, soprattutto mentre i navigli milanesi sono in fase di ristrutturazione e pulizia.

Parlando delle pietanze, la qualità è elevatissima e la tipica cucina a vista rende gradita anche l'attesa che, seppur breve, permette di perdersi nella perfezione della preparazione delle portate, soprattutto per quanto riguarda il sushi. Ovviamente, trattandosi anche di pietanze crude, il pesce è freschissimo e non c'è da temere nel provare tutti i piatti presenti nel menu.

Per quanto riguarda le bevande, è possibile addentrarsi in tre tipi di birre giapponesi oppure far ricadere la propria scelta su una carta dei vini ridotta ma con scelte adatte a tutte le tasche. Spicca ovviamente la presenta di una maggioranza di vini bianchi, anche di buona fattura, che ben si sposano con le fragranze delicate offerte dalla cucina giapponese. Immancabile la possibilità di gustare del sakè a fine pasto o sorbire dell'ottimo tè verde durante questo, come raccomanda la migliore cultura di riferimento di questa cucina.

Non mi sento in grado di fare una scelta sui piatti da consigliare perchè sono tutti ottimi. Posso però mettere in evidenza le mie preferenze, frequentando questo locale ad ogni mia visita a milano. Dunque ecco i miei suggerimenti (presi dal menu del ristorante):



Tra gli antipasti: pesci misti all'aceto di riso, gamberi e avocado, branzino e orata con porri e zenzero;
Tra i primi piatti: zuppa speciale della casa, pasta udon saltata con frutti di mare, riso saltato alla giapponese;
Tra i secondi piatti: tempura mista, spiedini di pesce alla griglia;
Tra i piatti speciali: speciale sushi misti, chirashi.

Per gli eterni indecisi e per chi si avvicina per la prima volta a questa cucina, il locale mette a disposizione dei menu fissi che permettono di variegare il proprio pasto e avere modo di assaggiare diverse pietanze alla ricerca del proprio equilibrio. I menu fissi sono diversi a seconda che si vada a pranzo o a cena.

In definitiva, consiglio questo locale a chi già conosce questa cucina perchè offre una vasta scelta di piatti, non necessariamente legati ai "luoghi comuni" che tutti abbiamo sulla cucina giapponese. Tuttavia lo giudico fruibile anche da chi non ha mai provato un'esperienza culinaria simile: a queste persone consiglio ovviamente i menu fissi, che permettono di godersi il pasto senza impazzire nella scelta delle portate.

Scheda di: Diego[Arodeus]{iTed}

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Ciao a tutti,
Diego e Sale.

Cucina e Filosofia: il caso giapponese




Ciao a tutti miei cari lettori, oggi vi offro in dono alcune righe sulla cucina giapponese. Da qualche tempo mi sono avvicinato alla cultura di questo grande popolo e alla sua cucina e ne sono rimasto veramente affascinato. Rimanendo nel tema di questo blog, vorrei condividere con voi alcune parti di un breve testo che ho letto (vi prego di non ridere) su di un menu di un ristorante giapponese di Milano, ristorante che vi recensirò a breve.

"...La ricerca della perfezione estetica è un dato ancora molto presente nella filosofia di vita giapponese: bellezza e il rigore formale fanno parte al tempo stesso della tradizione e del quotidiano, anche in cucina. La cucina giapponese rappresenta un'esperienza unica nel suo genere, che coinvolge profondamente a diversi livelli. Non solo il gusto, ma anche la nostra sensibilità estetica viene piacevolmente sollecitata dalla bellezza impeccabile nella presentazione dei cibi, dall'armonia dei colori nel piatto e nell'equilibrio degli accostamenti... ...Un piatto è buono anche perchè è bello a vedersi e bellezza vuol dire cura estrema dei particolari, scelta attenta di stoviglie e utensili, anche per quel che riguarda la loro disposizionee. Ogni pietanza prende forma nel suo piatto, ogni gesto è ripetuto all'infinito, perfezionato fino a rendere la preparazione del cibo simile ad un rito antico... ...Mangiare giapponese è in effetti simile ad una esperienza culturale, che mette in contatto con una concezione religiosa e filosofica, quella buddista, dalla quale questa cucina trae i suoi principi fondamentali. Al panteismo buddista sono riconducibili il forte legame con la natura e la ricerca continua dell'armonia... ...i sapori si devono armonizzare mantenendo ciascuno la propria essenza, senza confondersi."

Diego

sabato 12 gennaio 2008

Salve a tutti!!

Mi presento: sono Sale, e sono qui per esplorare con voi il fantastico mondo del cibo e delle bevande!

Vi racconterò le mie esperienze in merito a pizzerie, ristoranti e pub, testando le loro specialità e suggerendovi le loro portate migliori, ma provvederò anche a suggerirvi ricette di cucina locale o etnica con cui stupire amici e conoscenti nelle vostre serate in compagnia.

Voglio ringraziare Diego (alias CpuZorro) per la collaborazione che abbiamo instaurato e per la possibilità di scrivere su queste pagine.

A presto allora...
Sale

mercoledì 9 gennaio 2008

Nuova partnership

Ciao a tutti, dopo diversi mesi di inattività, rieccomi qui a scrivere sulle pagine di questo blog dedicato alla cucina e alla tavola in generale. Inizio questo nuovo anno con una notizia importante per il futuro di queste pagine, ovvero la nuova collaborazione con Salatti.NET, il blog del mio amico Sale.

Bene, gli accordi tra le parti hanno dato vita a questo incontro tra tecnologia e arte del saper mangiar bene (e, perchè no, spendendo anche poco)... Dunque, co-redattore di questi articoli sarà il nostro amico Sale, di cui aspetto presto il post di presentazione al pubblico. Inoltre, io scriverò anche qualche articolo per il suo blog, che vi invito a frequentare: http://www.salatti.net/

Per quanto riguarda il resto, la formula rimane sempre la stessa: ricette, recensioni di locali e anche di vini, birre e tutto quanto ha a che fare con la buona tavola e la buona cucina. Continuano ad essere gradite le vostre ricette e le vostre segnalazioni e recensioni, che verranno pubblicate con il vostro nome.

Buon 2008 a tutti!
Diego